Prima verifica periodica

Tutti gli apparecchi di sollevamento la cui portata sia superiore ai 200 kg devono essere sottoposti a una serie di verifiche [1]. Tali verifiche sono obbligatorie [1], e hanno la cadenza definita nell’Allegato VII del D.Lgs.81/2008 [2].

La prima verifica periodica deve essere richiesta dal datore di lavoro, il solo a conoscenza della messa in servizio, tramite l’apposito modulo e deve effettuarsi entro il termine di sessanta giorni dalla richiesta [3]. L’INAIL è titolare della prima delle verifiche periodiche. All’atto della richiesta di verifica, il datore di lavoro deve indicare il soggetto privato di cui intende avvalersi nel caso in cui il soggetto pubblico (l’INAIL) non possa ottemperare nei tempi prescritti alla prima verifica periodica. Questa verifica e’ finalizzata a [4]:

  • a) identificare l’attrezzatura di lavoro in base alla documentazione allegata alla comunicazione di messa in servizio inoltrata al Dipartimento INAIL territorialmente competente, controllandone la rispondenza ai dati riportati nelle istruzioni per l’uso del fabbricante. In particolare, devono essere rilevate le seguenti informazioni: nome del costruttore, tipo e numero di fabbrica dell’apparecchio, anno di costruzione, matricola assegnata dall’INAIL in sede di comunicazione di messa in servizio. Deve inoltre prendere visione della seguente documentazione:
  1. dichiarazione CE di conformita’;
  2. dichiarazione di corretta installazione (ove previsto da disposizioni legislative);
  3. tabelle/diagrammi di portata (ove previsti);
  4.  diagramma delle aree di lavoro (ove previsto);
  5. istruzioni per l’uso.
  • b) accertare che la configurazione dell’attrezzatura di lavoro sia tra quelle previste nelle istruzioni d’uso redatte dal fabbricante;
  • c) verificare la regolare tenuta del «registro di controllo», ove previsto dai decreti di recepimento delle direttive comunitarie pertinenti o, negli altri casi, delle registrazioni di cui all’articolo 71, comma 9, del d.lgs. n. 81/2008;
  • d) controllarne lo stato di conservazione;
  • e) effettuare le prove di funzionamento dell’attrezzatura di lavoro e di efficienza dei dispositivi di sicurezza.

Durante questa verifica va anche compilata la scheda tecnica di identificazione dell’attrezzatura di lavoro [4], adottando la modulistica riportata in allegato IV del D.M. 11 Aprile 2011.

I soggetti privati abilitati ad eseguire tale verifica devono essere iscritti ad un apposito Albo [5], ricercabile sulla Gazzetta Ufficiale.

 

 

 

 

Riferimenti legislativi:

  1. D. Lgs. 81/2008 (Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro), Art. 71, Commi 11 e 12,
  2. D. Lgs. 81/2008 (Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro), Allegato VII
  3. D.M. 11 Aprile 2011, Art. 2
  4. D.M. 11 Aprile 2011, All. II
  5. D.M. 11 Aprile 2011, All. I
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